Giornata Internazionale per la Conservazione dello Strato di Ozono
16 Settembre ...
La grafica mette a confronto lo sfruttamento e il consumo delle risorse della Terra (foreste ed energia), e i danni ambientali e climatici (aumento delle emissioni di CO2, della temperatura, del livello dei mari e dello scioglimento dei ghiacci) causati dell’uomo. I dati mostrati riguardano e mettono a confronto la situazione che esisteva nel 2000 (colonna sinistra) e quella che esiste nel 2021 (colonna destra), esattamente a due decenni di distanza tra loro. Da una esamina attenta emerge che il modus operandi umano è peggiorato, infatti i parametri di riferimento sullo “stato di salute” del nostro Pianeta sono aumentati in negativo e in maniera significativa.
Osservando quello che sta succedendo al clima mondiale è facile intuire come l’umanità si affidi ancora oggi ad una economia prevalentemente “fossile” cioè caratterizzata dallo sfruttamento di risorse fossili come il carbone e il petrolio. Un’economia mondiale ancora troppo resistente a un sempre più necessario “cambiamento di rotta” che invece prevede e chiede a gran voce l’adozione di rimedi e soluzioni innovative e pulite, come energia eolica, idrica e solare.
Purtroppo la lentezza di questa necessaria “inversione di marcia” è causata anche dall’erronea percezione che la stessa società globale possiede nei confronti degli effetti negativi prodotti dal cambiamento climatico, che li riconosce ancora come “distanti da un potenziale danno permanente”: la vera situazione è che stiamo rischiando di disattendere la maggior parte degli Obbiettivi fissati nell’Accordo di Parigi (2015) che dovrebbero invece aiutare a raggiungere un futuro più sostenibile.
La pandemia ci ha bruscamente riportato alla realtà sulla fragilità stessa della società umana e questo, in parte, ci ha spinti a riconsiderare il nostro rapporto con la natura e il clima. Se con la pandemia, forse, abbiamo un vaccino che ci permette di risolvere il problema, con il cambiamento climatico la situazione è più complessa e di fatto i rimedi sono ancora troppo lenti. Ma, ormai, il cambiamento climatico rappresenta una “malattia cronica” sia per la Terra che per la società umana che hanno invece bisogno di una vera e propria transazione ecologica verso sistemi economici, sociali e culturali più sostenibili.
Bisogna tenere presente che questa transazione è un processo molto lungo, paragonabile quasi a quella vissuta dalla Rivoluzione Industriale. Così tutti noi (non solo le Istituzioni e le Organizzazioni nazionali e internazionali) siamo chiamati a realizzare un lavoro enorme sulle nostre coscienze, un lavoro diligente che ci permetta di compiere un cambio nei nostri stessi stili di vita per salvare noi stessi e il Pianeta, ma dobbiamo agire adesso in maniera concreata perché questa fondamentale opportunità si presenta oggi, il “domani” potrebbe essere già troppo tardi.
6,1 Miliardi di persone
7,9 Miliardi di persone
14,7°C
15°C
6,2 milioni di km2
3,7 milioni di km2 (Sett. 2020)
+ 3,2 Millimetri per anno
+ 4,8 Millimetri per anno
23/09/2000
22/08/2020
370 Parti per milione
417 Parti per milione
3,9 Miliardi di ettari
4 Miliardi di ettari
632 Milioni di tonnellate (totale Paesi OCSE)
705 Milioni di tonnellate (totale Paesi OCSE nel 2019)
18%
29%
11.041 (Lista rossa – lucn)
37.480 (Lista rossa – lucn)